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L'obiettivo di questa sezione è quello di fornire una panoramica e quindi una conoscenza sui più importanti disturbi. Pertanto sconsigliamo di utilizzare le informazione fornite ai fini di una "autodiagnosi" e, semmai se ne presentasse la necessità, consigliamo di rivolgersi a professionisti competenti.

IPNOSI 3 - Come intendeva l’inconscio Erickson
02-06-2019 - Ipnositerapia

Erickson intendeva l'inconscio come un grande serbatoio di risorse:

“Associa immagini, sensazioni, idee e simboli secondo analogie e somiglianze, operando in un presente (qui e ora) permanente.

Queste catene di associazioni si spezzano e si intersecano, si allacciano e si sciolgono in una complessità che sfida qualsiasi analisi razionale.

La povertà dei mezzi del conscio è tale che è meglio lasciare che sia l’inconscio (e la sua complessità) a disfare ciò che ha fatto.

La terapia deve solo fornirgli il contesto in cui farlo.

Erickson non insegna alcuna teoria al paziente ma entra nel suo mondo comunicando direttamente alla sua mente inconscia secondo il suo linguaggio.

Erickson utilizza antiche procedure di guarigione come l’uso delle metafore

“Esse aiutano a indurre uno stato ipnotico e a curare la persona. Se, sentendo una storia, il paziente manifesta improvvisamente i segni di una trance, significa che il terapeuta ha raggiunto il cuore del problema.

La storia, per essere ipnotica, deve avere rapporti metaforici con il problema in questione, ma soprattutto non deve avere con quello un rapporto razionale evidente, altrimenti la mente conscia se ne approprierebbe per dissertare.

Le metafore consentono di aggirare le resistenze che il paziente oppone al cambiamento: sono un modo indiretto di suggerire delle "piste" di soluzione all’inconscio”.

Il terapeuta deve promuovere il cambiamento tramite una sorta di “inganni” per liberare il paziente dalle limitazioni apprese:

“... la coscienza dell’uomo moderno razionalistico gli permette di sfruttare solo in minima parte le sue risorse mentali".

Ecco perché l’approccio ericksoniano consiste nell’attivare le associazioni inconsce eludendo l’intenzionalità cosciente del soggetto.

“Se la persona fosse capace di "far ciò" per risolvere il suo problema, non avrebbe bisogno di un terapeuta.”

 

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